Tom Harrell: Live at the Village Vanguard
Registrato dal vivo tra il 15 e il 18 novembre 2001 al Village Vanguard di New York Il noto critico americano Scott Yanow non sbaglia quando, parlando di Tom Harrell, dice che il suo stile unisce assieme la potenza (e la pulizia aggiungo io) di Clifford Brown e il lirismo di Chet Baker e certo non temo smentite se affermo che il trombettista dell'Illinois è uno dei più importanti jazzisti degli ultimi 20/30 anni.
Queste ultime caratteristiche sono ovviamente più presenti nei dischi comprendenti un largo organico come Labyrinth o Paradise nel quale interviene anche un quartetto d'archi; in questo Live at the Village Vanguard in cui suona un quintetto, il trombettista e i suoi partner puntano soprattutto sull'interplay e sulla messa in evidenza delle qualità strumentali di ognuno, potendo contare tutti e cinque su una grande capacità tecnica..
Live at the Village Vanguard contiene otto brani, lo standard Everything happens to me e sette composizioni originali - ed inedite - del leader.
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Fred Hersch Trio: Live at the Village Vanguard
Questo Live at the Village Vanguard giunge dopo tre album di piano solo.
In Live at the Village Vanguard gli elementi della poetica di Hersch, sia a livello interpretativo che improvvisativo, si trovano tutti, a partire dalla decostruita introduzione per piano solo della monkiana Bemsha swing , autore che non manca mai nelle esibizioni del pianista.
E\'grandEstatE - 7 Luglio
Il Village Vanguard, il Blue Note, il Concerto per il Papa in Vaticano, Rai Uno in veste di arrangiatore per Anna Oxa, Beppe Grillo, Radio tre, BBC 3 sono solo alcuni dei prestigiosi palcoscenici dove Ciacca si è esibito.
Recentemente la sua apparizione al Village Vanguard di New York al fianco di Wynton Marsalis, e la partecipazione al festival di Rochester, NY è stata recensita entusiasticamente dalla stampa americana.
Infatti, il maestro Antonio Ciacca, aprendo alcuni concerti di Wynton Marsalis in Italia, viene da lui invitato a suonare al Village Vanguard di New York nel 2004 insieme al saxofonista Wess Anderson.
Blue Note a Milano
Il Blue Note americano aprì proprio negli anni Ottanta al Village, e in breve tempo è diventato leggendario.
Come e più del Village Vanguard, del Birdland o dell'Iridium.
Smalls E' un piccolo scantinato che si trova in una stradina subito dietro il Vanguard (183 W 10th).
Knitting Factory A pochi passi da Ground Zero (74 Leonrad Street), il tempio dell'avanguardia jazz di New York.
Jazz 25 aprile 2003
Nessun altro è in grado di sintetizzare i suoni solari del country e gli algidi tessuti dell'avanguardia.
FRED HERSCH TRIO Live at the Village Vanguard (Palmetto) Se Bill Frisell suonasse il pianoforte sarebbe Fred Hersch, e viceversa.
Qui, dal vivo al Vanguard in trio, è nella sua versione più swing possibile.
Radio SNJ Artisti: i migriori artisti internazionali con interviste, biografie e foto
Nell'estate del 1990 debutta con suo padre al Village Vanguard .
Spirit of the Moment, registrato live al New York City's Village Vanguard nel 1995, ha messo in vetrina undici nuovi brani con una nuova formazione (pianista Peter Martin, bassista Christopher Thomas e batterista Blade).
1995 Spirit of the Moment: Live at the Village.
dischimese105
Da quando nel 1935 Max Gordon ha avuto lintuizione di aprire un locale "per artisti creativi ed eccentrici" al 178-7th Avenue South, nel cuore del Greenwich Village, il Village Vanguard è diventato unicona della cultura newyorchese.
Quando poi, nel 1957, di quei concerti "per pochi intimi" hanno iniziato a uscire registrazioni preziose (come quella di Sonny Rollins, dello stesso anno, o di quella, altrettanto leggendaria, di Bill Evans del 1961) il titolo "Live At The Village Vanguard" è diventato sinonimo di qualità e prestigio assoluti.
Questo Live At The Village Vanguard ne è testimonianza efficacissima: ascoltate (a mo di esempio) la folgorante Stiletto, degna del miglior Keith Jarrett.
dischimese97
Ha scritto un giornalista del Village Voice, scherzando ma non troppo: "Il più grande tenore italiano sulla scena non è Luciano (Pavarotti), ma Lovano!".
Ospite del Village Vanguard, il torrenziale improvvisatore ha avuto una settimana di tempo per rodarsi nello storico club newyorkese con il suo nonetto (più di un tradizionale jazz combo e poco meno di una big band).
Bill Evans Trio - Waltz For Debby :: Le recensioni di Onda Rock
Il miracolo musicale si compie domenica 25 giugno 1961: il trio in forma smagliante registrò cinque sessioni, due nel pomeriggio e tre la sera, durante l’ultimo giorno d’ingaggio al leggendario ‘Village Vanguard’ di New York.
Tra il chiacchiericcio ed il rumore di bicchieri, tipico delle registrazioni al Vanguard, ‘Waltz for Debby’ ha inizio con una versione molto delicata di ‘My foolish heart’, Evans introduce il tema e sviluppa il brano mentre LaFaro lo incornicia con poche note di contrappunto e Motian, alle prese con le spazzole, accompagna con grande sapienza.
Jazz | All About Jazz: Italia | The Web\'s Ultimate Guide to Jazz
Due brani-manifesto, Thoroughbred di Billy Harper e il sempiterno Blues in Orbit di George Russell , provengono invece da una seduta del 1971 (c'è anche chi ne sostiene una provenienza live , al Village Vanguard , ma all'ascolto non sembra).
È una scommessa, così come era stato per l'orchestra di Thad Jones e Mel Lewis quindici anni prima al Village Vanguard, ma si rivelerà decisiva per le sorti degli ultimi anni di carriera di Gil.
Ben Riley2
Quest'anno si festeggia il 40° anniversario (dalla prima delle 166 notti) da quando il batterista Ben Riley si esibisce con il Thelonius Monk Quartet al Village Vanguard.
Il 27 Luglio del 2004, Ben Riley (un batterista membro di diversi ensemble da Sonny Rollins, a Johnny Griffin, Eddie "Lockjaw" Davis, Kenny Barron, Spere e molti altri musicisti jazz) ritorna al Village Vanguard con un nuovo ed unico ensemble senza piano, che si propone di entrare in profondità nel labirinto della musica di Thelonious Monk..
MSCS
Tra gli spettatori del concerto abbiamo la fortuna di incontrare un altro illustre batterista, Ellade Bandini, che ci ha confidato: "Ho conosciuto Al Foster a New York nel 1981, quando suonava al Village Vanguard nel trio di Hank Jones, con Eddie Gomez al basso.
Mi ricordo che al Village Vanguard suonò tutta la sera nascosto da una colonna, e che solo alla fine del concerto, quando Hank Jones lo presentò, si alzò a salutare il pubblico e anch'io lo potei vedere, dopo averne apprezzato il sound".