Recensione Lady in the Water (2006) - C\'era una volta Shyamalan? - Cinema Zone
Night Shyamalan: la mistica del thriller .
Shyamalan al lavoro sullo script di The Green Effect .
Shyamalan abbandona parzialmente i suoi 'finali a sorpresa' e incanala la solita indagine sulle paure umane in una dimensione fiabesca e prettamente fantasy.
Night Shyamalan una parziale svolta se non nelle tematiche di fondo almeno nelle coordinate narrative del suo cinema.
Con The Village questo sottilissimo allargamento nelle prospettive relazionali raggiunse il suo culmine, contornando inoltre di dettagli più fiabeschi la solita indagine shyamalaniana sulle mille sfaccettature della paura insita nell'animo umano.
La ricerca di una maggiore coesione stilistica, il ritorno ad una storia sostanzialmente di coppia seppur corale (con un ribaltamento di segno dell'approccio comunitario di The Village ), l'affinamento delle tecniche visive (già immense di per sé), un saldo equilibrio formale e lo svincolamento dall'ormai classico 'finale a sorpresa' (qui praticamente assente), rendono il nuovo film di Shyamalan un'opera che, paradossalmente, potrebbe far storcere la bocca a molti.
Il nostro dissemina la pellicola di tutti quelli elementi tipici del suo cinema, sottoponendoli però a quella stessa opera di 'distillazione' attuata in The Village , ma con esiti certamente più convincenti.
The village - Il potere e la gloria
Night Shyamalan è andato in questi anni decisamente scemando.
Diciamo subito che, secondo noi, questa sottovalutazione di Shyamalan è in gran parte esagerata: guardando i film per quello che sono e non per il momento in cui sono stati prodotti, ci si rende ben conto che 'The village' o 'Signs' non sono in fondo meno potenti de 'Il sesto senso ' o 'Unbreakable'.
Anzi, potremmo dire che in 'Signs' e soprattutto nell'ultimo 'The village' Shyamalan ha reso più corpose le sue storie, caricandole di doppi sensi e di metafore argute.
Prendiamo, appunto, 'The village': la struttura del film è quella ormai consolidata dal regista di origine indiana, con una tensione all'inizio impalpabile e poi sempre più forte, la presenza del soprannaturale e un forte colpo di scena finale.
Recensioni che parlano di The village : Il sesto senso .
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Film Agenda: il grande cinema in sala e in televisione
The village lo butterei nell'immondizia.
C'è qualcosa di estremamente affascinante in questo the Village, che probabilmente trae origine dalle regole che gli abitanti del villaggio del titolo si sono dati per controllare un orrore ignoto.
The Village è senza dubbio il suo moglior film, almeno dal punto di vista dei contenuti, migliore anche del suo celeberrimo "Il Sesto senso".
In primo luogo va notato come Shyamalan riesce nei suoi film a creare una tensione palpabile dall'inizio alla fine.
Tutti i suoi film si giocano sull'effetto finale a sorpresa e The Village non è da meno.
Vi sembra poco? E come se non bastasse il finale di The Village apre efficacissimi spunti di riflessione, sul razzismo, sul terrorismo, sulla paura di vivere la nostra modernità, sulla religione, sulla superstizione che francamente stesso io mi sono meravigliato che in un messaggio così semplice M.
Night Shyamalan racchiudesse un film di una profondità che non ti aspetti..
Shyamalan ha inventato un genere tutto suo ricco di suspance, mistero, paura e realtà.
Night Shyamalan che, devo ammettere, di creature se ne intende parecchio! Ricordate l'alieno spaventoso di Signs? In The Village ritorna la paura vera, quella che si insinua lentamente nel tuo corpo e si mostra irriverente quando meno te l'aspetti.
The Village (M. Night Shyamalan) - Recensione e scheda - Cinemania
La prerogativa del cinema di Shyamalan sembra essere quella di instillare linquietudine attraverso lesibizione di segni di presenze estranee al quotidiano, per lo più oggetti poco o mai visibili che spesso si configurano come un grande nulla, una terrificante assenza in grado di sconvolgere il corso dellesistenza della comunità di persone su cui si abbattono.
The Village non fa eccezione, esplorando il territorio di una comunità isolata per la quale a produrre terrore e paranoia è la stessa idea dellesistenza di qualcosa daltro allinfuori della comunità stessa.
Shyamalan concepisce il set disseminandolo di segni che vanno a costituire un potentissimo confine visivo e mentale intorno ai suoi protagonisti, evidenzia lessenza del set come territorio alieno dal reale e dalle sue leggi, uno spazio la cui funzione primaria è quella di estromettere i suoi abitanti dalla realtà per consegnarli al territorio di una finzione suprema in grado di fare le veci del mondo.
Shyamalan affida ad Ivy la facoltà di spingersi fino al confine del set e di scavalcarlo, di esplorare lo spazio che contiene il film stesso come succede al Jim Carrey di "The Truman show", ma privando il suo personaggio della possibilità di trascinare con sé allinterno del set qualsiasi traccia della sua esperienza aliena e preservando la solidità della superficie che separa la comunità dallincubo del reale, dal male insito nel territorio della non-fiction.
The Village (2004)
Night Shyamalan ci riprova con una pellicola circondata da mistero e da grandi aspettative, forse troppe.
Richiedi la data del prossimo passaggio in tv del film The Village ..
DVD A partire da mercoledì 23 febbraio 2005 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd The Village di M.
Dettagli tecnici del disco: Produzione Buena Vista Home Entertainment, 2005 Data pubblicazione 23/02/2005 Area PAL Area 2 Annotazioni Film per tutti Vendita Online Acquista » Noleggio Online Noleggia il dvd on-line » Colonna sonora È disponibile in tutti i negozi di dischi la colonna sonora del film The Village di M.
notte e nebbia 'zardoz' e 'the village' un horror che non è horror il viaggio dell'amore al di la' della paura Forum: i più discussi.
Recensioni della critica The Village (2004)
Eppure, M.Night Shyamalan ambienta The Village alla fine dell'800, in una piccola comunità rurale americana isolata dal resto del mondo.
Film politico, si è detto di questo The Village.
Night Shyamalan non rifiuta linterpretazione, e ammette di averlo scritto sullonda emotiva dellli settembre e a ridosso della campagna dei neocon denominata shock and awe (sconvolgi e intimorisci, ma awe è anche assoggettare).
Questo lo spunto iniziale di «The Village» (in uscita in Italia il 29 ottobre), il nuovo film scritto, prodotto e diretto da M.
Night Shyamalan che, dopo «Il sesto senso», «Unbreakable» e «Signs», conferma la sua predilezione per vicende con colpo di scena finale.
Shyamalan è arrivato a Roma accompagnato dall'attrice Bryce Dallas Howard, figlia di Ron Howard, che in «The Village» ha esordito al fianco di Joaquin Phoenix, Adrien Brody, William Hurt e Sigourney Weaver, prima di recitare in «Manderlay» di Lars Von Trier e che ha così spiegato le differenze tecniche tra i due registi: «Night crea un ambiente protetto per gli attori, è meticoloso, prepara tutto con rigore.
Giovanna Grassi (Il Corriere della Sera) E, finalmente, dopo tante sparatorie, eroi dei fumetti, spie, mostri verdi, adolescenti truccate come modelle, soldati in guerra e personaggi omerici, arriva dal 30 luglio sugli schermi americani The Village.
∂| Delos Science Fiction | L\'innocenza del villaggioIntervista con M. Night Shyamalan
Night Shyamalan al lavoro sul set di The Village .
Dopo aver lasciato un segno profondo con Il sesto senso , Unbreakable e Signs , il regista indiano torna con lo straordinario The Village .
Delos lo ha incontrato La cosa che colpisce di più di M.Night Shyamalan è la sua risata.
Velocissima e vagamente isterica è perfetta per un uomo dal senso dell'umorismo fortemente sviluppato come quello di questo trentaquattrenne regista nato in India, diventato in breve tempo un autore di culto per film come Il sesto senso , Unbreakable , Signs e l'ultimo straordinario The Village che può — probabilmente — essere considerato come il suo capolavoro.
Shyamalan, di persona, ha un carisma notevole: affabile, diretto, mai scontato o volutamente cerebrale, è un autore in gamba, capace di grande introspezione e — al tempo stesso — di un'ironia divertita e gentile.
The Village è un film di fantascienza pura.
E' un'etichetta che mi hanno appiccato in America e che — come risultato — ha avuto, per esempio, quello di mia sorella che non vede i miei lavori dicendo: 'Non mi piacciono i film che fanno paura.' Spero che con The Village allargherò questa definizione e sicuramente The Village è un film pensato per rendere più ampio lo spettro di questo tipo di delimitazioni Confido che dopo questo film il pubblico abbia capito che il mio cinema merita una caratterizzazione più ampia..
the Village < Recensione
Night Shyamalan, autore che di questo genere - e di uno specifico impianto narrativo con scioglimento finale - ha fatto il suo marchio di fabbrica.
Scorrendo via via le opere che hanno decretato la fortuna commerciale ed artistica del cineasta, abbiamo ravvisato una sorta di "inversione proporzionale" nell'equilibrio tra le capacità registiche di Shyamalan e la sua indubbia intelligenza di sceneggiatore: partendo dallo strepitoso script e dalla solidissima regia del capolavoro in precedenza citato (che gli è valso tra l'altro la doppia nomination all'Oscar), ogni sua pellicola ha sempre meglio delineato le sue accresciute capacità registiche, a discapito però secondo noi di sceneggiature sempre più farraginose e meno incisive, in cui anche la sorpresa finale arrivava troppo preannunciata, forse anche per colpa di una formula a cui è stato "costretto" dopo averla così genialmente esposta in The sixth sense .
Già Unbreakable, ma soprattutto Signs ci hanno consegnato un autore la cui sottigliezza e misura stilistica hanno potuto creare da sole piccoli gioielli di messa in scena, rigorosi quanto eleganti; si tratta infatti di opere tenute in piedi dall'importanza visiva, dal ritmo preciso del montaggio, dalla fattura sempre alta della fotografia, non certo da copioni particolarmente interessanti od originali; l'unica qualità che ancora si può ancora ascrivere alle sceneggiature di Shyamalan è quella di saper ancora dotare il film di un ritmo disteso e puntuale in cui poter gestire al meglio atmosfere sospese ed accelerazioni improvvise.
The Village - CineFile.biz
Night Shyamalan, che qualche anno fa sconvolse critica e pubblico con lo straordinario "Il Sesto Senso".
Non sempre però, tale struttura riesce a dare effetti positivi, ed è questo il caso di "The Village", in cui la trama, lenta e priva di suspense , smorza il senso reale del film: quello di inquietare.
Il finale è originale e anche qui inaspettato, e sicuramente dal forte valore sociale, ma se Shyamalan avesse impostato la storia in una maniera più angosciante e di conseguenze fosse stato abile nel tenerci costantemente sulle spine, sono sicura che l'effetto sarebbe stato molto più forte ed efficace.
Lady in the Water - CineFile.biz
Night Shyamalan sorprese l'ambiente cinematografico confezionando "Il Sesto Senso ", film che ottenne non solo un grande successo di pubblico ma anche il riconoscimento di gran parte della critica che conta.
"Unbreakable ", "Signs " e "The Village ", infatti, hanno probabilmente visto pioversi addosso in prevalenza critiche, spesso più a torto che a ragione, perché se da un lato è vero che l'effetto sorpresa finale, riproposto - seppur con modalità differenti - da Shyamalan nelle sue opere più recenti, non ha mai raggiunto la stessa portata di quello del film con Bruce Willis, dall'altro occorre ricordare che se "The Sixth Sense " era una pellicola interamente costruita su quel meraviglioso plot-twist conclusivo, mentre i titoli successivi - per quanto non esenti da difetti - racchiudevano una valenza contenutistica che andava ben oltre la mera componente thrilling o la ricerca della suspence , rappresentando in tutto e per tutto un vero percorso evolutivo nella visione filmica dell'autore.
L'arte di Shyamalan potrà esaltare taluni e lasciare bellamente indifferenti talaltri, questo è del tutto pacifico.
The village, di M.Night Shyamalan | Romanzieri.com: e-book, ebook, biblioteca digitale
ebook Contro ogni aspettativa, e contro il parere freddino riservato dalle platee americane, il nuovo film di Shyamalan è forse il suo capolavoro, capace di superare in un colpo la geniale ricerca di Unbreakable (finora il suo film migliore), e di ampliare un discorso metaforico già introdotto dal non del tutto riuscito (ma sottovalutatissimo) Signs.
Impossibile, o comunque molto difficile, trattare e sviscerare i molteplici livelli di lettura di questo film senza rivelare quello che è il 'solito' ribaltamento finale: onnipresente in Shyamalan, non è mai un ruffiano impatto, bensì è un trauma spettatoriale che serve per acuire il potere lancinante della sua metafora.
Certo deluderà chi si aspetta un horror: ma quando mai Shyamalan ne ha fatto uno?.
reVision - Cinema - The Village
Lultimo Shyamalan è la chiosa perfetta alle messinscene metastoriche di Dogville , The Others , Truman Show : non a caso, tutti film realizzati da stranieri, che pensano lAmerica con gli occhi di chi ha conosciuto un confine da entrambi i lati.
Le favole di Shyamalan crescono su due temi centrali: il Divieto e la Mancanza.
Lo scaltrissimo talento narrativo di Shyamalan somiglia a un disegno tracciato nel grano dagli UFO.
Per giungere infine al nucleo centrale del labirinto, dove si cela la doppia chiave del cinema di Shyamalan: la Casa e la Famiglia.
Il superiore che lo blandisce con lennesima falsità: è lo stesso Shyamalan, riflesso per un istante su un vetro (secondo il topos di ogni personaggio ambiguo).